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Nato l' 8 agosto 1904 a Galliate (Milano) - morto il 1 luglio 1948 durante le qualifiche del g.p. Svizzero
Achille Varzi nasce nel 1904 a Galliate, vicino Milano in una ricca famiglia d'industriali tessili. Inizia a correre con le motociclette insieme al fratello Angelo, ma solo raramente si trova a gareggiare su due ruote con Tazio, suo futuro rivale.
Nel 1928 però entra in affari proprio con lui, per occuparsi di gare
automobilistiche insieme anche al meccanico Guido Bignami, che gli rimarrà
accanto fino alla fine della sua carriera. La scuderia acquista auto
Bugatti Tipo35, ma ben presto Achille fa saltare ogni accordo, incapace anche di
sostenere la forte personalità di Nuvolari. Fortunatamente la sua situazione
finanziaria è tale che gli permette immediatamente di riprendere a correre a
bordo di un'Alfa Romeo P2. Il 1929 è un anno ricchissimo di vittorie e
soddisfazioni, e Nuvolari si trova costretto a comprare un auto uguale per poter
competere a pari livello. Varzi allora passa alla Maserati con cui nel 1930
vince il prestigioso titolo di "Campione d'Italia". Il pubblico
italiano esulta davanti al suo campione che, nello stesso anno, riporta in
patria il trofeo della Targa Florio, da cinque anni in mano ai francesi. La gara
fu un evento memorabile, una vera e propria sfida a due tra Achille (su Alfa
Romeo) e Louis Chiron (su Bugatti). Nonostante il rivale fosse partito con 12
minuti di vantaggio, Varzi con guizzo da maestro pigia sull'acceleratore fino a
raggiungere l'avversario, perde la ruota di scorta che,staccandosi,urta e fora
il serbatoio,ma è deciso a non mollare. Chiron non è esente da guai,è
costretto a fermarsi per riparare due pneumatici danneggiati, ma sente il fiato
di Varzi sul collo, quindi rimonta sull'auto e decide di proseguire nonostante i
danni evidenti.
Achille intanto sta perdendo tutto il carburante, ma decide
comunque di non fermarsi: prende al volo una tanica di benzina e tenta, a pieno
regime di marcia, con l'aiuto del meccanico saltato a bordo, di versarla nel
serbatoio,ma il carburante finisce sulle marmitte bollenti e l'auto s'incendia.
Impavido, scatenato dalla frenesia della competizione, non rallenta neppure e
tenta di spegnere le fiamme con il cuscino del sedile, guidando quasi accucciato
perché il fuoco gli sta raggiungendo il volto! Fortunatamente l'incendio viene
domato, ma Achille deve accelerare, Louis incalza....dalle tribune si alza un
boato: il milanese sfreccia vincitore sul traguardo e il francese dietro di lui
con un distacco di 1' 48''.E' un vero trionfo,il campione ha compiuto un impresa
straordinaria e una rossa italiana riconquista il titolo!!
E' il 1931 quando decide di tornare sulla Bugatti Tipo51 in coppia proprio con Chiron, e si porta a casa un altro risultato importante vincendo il Gp di Francia. L'anno successivo invece si susseguono sconfitte e fallimenti, ma Varzi non dispera,e mentre osserva i trionfi di Nuvolari attende il suo nemico al varco: la sfida non tarda ad arrivare, e nel 1933 finalmente i due piloti si trovano faccia a faccia nel Gp di Monaco...il duello è attesissimo, e le aspettative non saranno deluse: sarà la resa dei conti, e il combattimento serratissimo. Non è semplice raccontarvi cosa accadde in quei 100 giri, vi basti sapere che i due sono rimasti attaccati per ben 97 giri, Nuvolari in testa per 66 tornate, Varzi per 34.Achille è avvantaggiato nelle curve, perché la sua Bugatti ha ruote piccole ed è più agile, ma Tazio lo batte in accelerazione..il finale è da cardiopalma, corrono tutto il 98° giro ruota contro ruota, e all'ultimo giro Varzi guadagna la testa alla prima curva, sulla salita del Casinò sa di giocarsi il podio e rimane in terza sfruttando il motore al massimo.
Nuvolari si gioca il tutto per tutto e gli sta alle calcagna finché un pistone
gli esplode e tutto l'olio bollente investe la vettura,Achille vince un duello
storico,la gara della vita,una rivalsa su quel mantovano così famoso, così
grande e forte, dimostrando tutto il suo talento e la sua tenacia, col suo stile
di guida morbido e immacolato come la sua divisa da pilota.
Nel 1934, ritornato all'Alfa Romeo,vince a bordo di una P3 9 gare tra cui la Mille Miglia e per la seconda volta viene incoronato "Campione d'Italia".
Nel 1935 un'altro colpo di scena:all'ultimo momento viene scelto dalla Auto Union al posto di Nuvolari, che decide di tornare in Ferrari.
La macchina fornitagli dalla nuova scuderia gli da problemi durante tutta la stagione, ciononostante vince a Pescara e a Tunisi, e l'anno successivo a Tripoli stabilisce il record del giro con una media di 227km/h. Purtroppo però, come accade per Nuvolari, deve pagare alla vita tutti i grandi successi, e iniziano per lui i malanni e le difficoltà. Mentre lentamente la salute lo abbandona, ha una brutta storia con la donna di un altro pilota, e abusa di stupefacenti. Scompare così dalle piste, lasciando in silenzio tutto quel mondo per cui aveva faticato tanto, è il 1937 e Varzi non corre più.
Ma Achille aveva in serbo ancora una sorpresa : dopo 8 anni ,finita la guerra ritorna, in forma e agguerrito come mai, pronto a vincere ancora per due stagioni con l'Alfa 158. Attraversa l'oceano e va a mostrare il suo talento in Argentina dove stravince e diviene un idolo anche per gli argentini. S'innamora di questa terra e decide di restare e fondare la scuderia Achille Varzi e dedicarsi alla scoperta di nuovi talenti, primo tra tutti Juan Manuel Fangio.
A 44 anni è di nuovo in Europa per il Gp Svizzero sulla pista di Bremgarten a bordo della sua Alfa Romeo 158, ma durante le qualifiche, a causa della pista bagnata, alla curva Jordenrampe, Achille perde il controllo della vettura che sbanda e a 170km/h sbatte contro le barriere ed esplode.
E' il primo luglio del 1948, e Varzi dà così il suo addio al mondo, alle piste e ai motori...se ne va sulla sua macchina, con la sua tuta immacolata.
Ai suoi funerali sono presenti 15.000 persone, e la sua bara appoggiata sulla scocca di un'auto da corsa è pellegrinaggio di tantissimi amici e ammiratori, che lo salutano con questa frase sulla tomba :"...Achille, sei stato fermato quando stavi per attraversare le frontiere conosciute della velocità. Ora ti devi preparare per un’altra gara, l’ultima grande gara. Una gara senza pericoli, preoccupazioni o dolore. Buona gara, Achille."

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